Moonwiccan

Spirito di strega...

Le rune

Le rune sono simboli iniziatici appartenenti ad alcuni alfabeti nordici e germanici di cui il più conosciuto è sicuramente il Futhark, che prende il nome dalla pronuncia delle prime sei rune.

Esistono diversi alfabeti runici, alcuni contano 24 caratteri, altri 16, altri ancora 33, il più utilizzato ne contiene comunque 25, 24 simboli più una runa vuota, detta del Wird o destino.



L’alfabeto runico è un linguaggio magico, spesso usato nelle pratiche sciamaniche, pertanto deve essere utilizzato col massimo della cautela, e in ogni caso non prima di averne compreso il significato. Si, compreso e non capito, poiché vano è il tentativo di coloro che pretendono di spiegare una runa con l’ausilio della parola o avvalendosi delle bianche pagine di un libro. Essendo le rune un linguaggio iniziatico ogni simbolo deve essere compreso col “sacrificio”, entrando in comunione con la runa stessa. Le rune vengono utilizzate soprattutto per il loro significato divinatorio, e prima di adoperarle nelle pratiche magiche è necessario imparare ad utilizzarle in questo modo. Ma assai più grande è l’utilizzo che se ne può fare attraverso l’incisione su oggetti o con la costruzione di talismani.


Esistono vari tipi di talismani runici, alcuni contemplano l’utilizzo di una sola runa, che deve essere scelta in base al sua campo di applicazione, altri invece sono una vera e propria sequenza di rune. Il secondo tipo di talismano è assai più efficace, ma oltremodo più complicato da realizzare.

La descrizione delle rune che segue contiene numerose informazioni supplementari, come le piante a cui e legata la runa, il colore, l’elemento. Sono informazioni a mio avviso superflue e che non hanno molto a che fare con l’utilizzo delle rune, oltre ad essere di dubbia provenienza. Pertanto ho inserito soltanto quelle informazioni che ho potuto raccogliere da più testi, nella speranza di trovare relazioni veritiere fra i vari elementi inseriti. Questa parte proviene dal mio Grimorio personale, ed è proprio per uso personale che avevo cominciato questo lavoro di raccolta delle informazioni. Pertanto prego tutti coloro che ne entrano in possesso di utilizzarlo con la massima cura e di non diffonderlo tra persone di dubbia moralità. Che la conoscenza guidi i vostri passi, e che possiate un giorno conoscere la verità.


Riguardo l'utilizzo delle rune

Un’antica citazione di un Maestro runico dice:

"Un uomo non dovrebbe incidere le Rune se non é in grado di leggerle correttamente, perché più di un uomo é caduto su un'asta runica poco chiara. Ho visto 10 aste runiche intagliate su un osso di balena raschiato che prolungavano ulteriormente una lunga malattia".

Le Rune sono un efficace strumento magico di protezione e assistenza e ognuna è in risonanza con l'aspetto dell'Ond (energia universale) da essa rappresentato. Ogni Runa ha in sé un mistero iniziatico, una profondità non facilmente sondabile. Esse sono simboli esoterici e un simbolo, si sa, non puoò essere spiegato attraverso le parole, perché destinato a toccare le corde dell’anima. Cosiì esso può essere soprattutto compreso e non capito. Ogni Runa rappresenta un aspetto diverso delle Forze, delle Leggi primordiali. Nove sono le Rune che Odino raccoglie dopo il sacrificio sull’Yggdrasil. Nove è il numero sacro, il numero della realizzazione e, in ultimo, il numero che in magia esprime la massima potenza: la Forza del 3x3.

Innanzitutto è importante comprendere che le Rune sono simboli di Fuoco e che ognuna si basa su tre elementi:

1. l’asse eretto
2. l’asse obliquo
3. la linea spezzata.


Questi tre elementi sono così interpretabili:

1. l’asse universale
2. la linea obliqua che indica il dono degli Dei quando la linea scende verso il basso e il sacrificio o ritorno agli Dei quando la linea sale verso l’alto.
3. l’unione delle due direzioni.


A questo aggiungiamo quanto segue:

1. L’archetipo, cioè l’essenza profonda del Suono e la sua espressione nel mondo materiale.
2. Il piano superiore, o piano degli Dei
3. Il piano inferiore, o piano degli Uomini.


Ecco le nove Rune:

1.Gebo. E’ il dono degli Dei, l’offerta, il Calice. Questo Calice prevede un sacrificio che porta a miglioramento, progresso, evoluzione. Significativo che questa sia la prima Runa raccolta da Odino.

2.Hagalaz. Rappresenta il ghiaccio come 5° elemento della Tradizione nordica. E’ legata all’essenza del cosmo e alle radici dell’essere. E’ la dominante delle Rune Hog.

3.Naudhiz. Runa della Notte, della Grande Madre che genera la vita. Simboleggia anche il dio trafitto sull’Yggdrasil. Runa di grande potere magico.

4.Isa. La colonna di ghiaccio. L’ostacolo che si scioglie. Isa rappresenta la volontà dell’uomo, che si trasforma in sciamano. E’ colonna di luce, diamante-folgore, asta magica. Isa è il cristallo, quello stesso che veniva posto fisicamente all’interno del corpo affinchè potesse pregnarsi di tutte le conoscenze dell’Uomo di Potere, per essere poi tolto nel momento della sua morte e trapiantato nel corpo del suo successore.

5.Jera. Il ciclo delle stagioni, la continua evoluzione delle cose, dell’universo. E’ la luce dell’anima, la consapevolezza, l’aspetto duplice delle cose, la comprensione del ciclo universale.

6.Eihwaz. La morte necessaria, la continuità della vita. Morire per rinascere. Il passaggio obbligato. E’ connessa con l’albero del tasso, albero questo che veniva utilizzato per produrre potenti magie. Il suo incenso, inoltre, fortemente tossico veniva aspirato con estrema cautela dagli sciamani per produrre i Viaggi agli Inferi.

7.Sowulo. La folgore che scende dall’alto. L’illuminazione, il dono della Sapienza e della Consapevolezza. E’ Runa solare collegata con i chakra e con la loro apertura.

8.Inguz. Rappresenta la Porta verso nuovi mondi, verso nuovi spazi, nuovi dimensioni dell’essere, nelle sue tre composizioni: materia, mente-energia e spirito.

9.Dagaz. Coscienza cosmica. Nella Tradizione il dio Dag è figlio della dea Not (Naudhiz). La luce nasce dall’oscurità. E’ il nuovo giorno che si manifesta a chiusura del cammino percorso. Indica una nuova era colma della luce della Coscienza.

Osserviamo per un attimo le nove Rune nel percorso sciamanico di Odino: Wotan sceglie di sacrificarsi (Gebo) sull’Albero per raccogliere la Conoscenza delle Rune. Giunge alle radici dell’essere e delle cose dell’universo (Hagalaz). A questo punto entra nella fase di maturazione (Naudhiz), così come il seme prima di germogliare "muore" nella Madre Terra. La volontà dello Sciamano (Isa) gli permette di superare la prova e comprende il ciclo dell’essere e dell’universo(Jeraz). Affronta il Grande Cambiamento (Eiwhaz) e il Viaggio agli Inferi e da esso ottiene la Conoscenza e l’Illuminazione (Sowulo). Ciò che si apre di fronte a lui sono spazi e dimensioni nuovi dell’essere (Inguz). Da qui nasce il Nuovo Giorno (Dagaz) che porta Coscienza e Realizzazione.

Esiste una giornata nel corso dell’anno (25 agosto) che viene considerata l’anniversario della "scoperta" delle Rune, ma che sostanzialmente vuole ricordare la consapevolezza del sacrificio e la dedizione dell’uomo che diventa sciamano, uomo di Conoscenza, uomo-dio. Per nominare le singole Rune ho volutamente usato dei termini germanici e non norreni (nordici antichi). Questa scelta è conseguente al fatto che essendo le Rune Suoni primordiali, concentrano nella loro pronuncia originale una potenza che va usata solo in determinati momenti. Tale affermazione vuole sottolineare l’importanza di questi archetipi nordici, che purtroppo sempre più spesso vengono utilizzati senza una conoscenza adatta.

Ciò, oltre ad essere poco rispettoso, può rivelarsi non idoneo, infatti esse celano in realtà un potente veicolo di Potere che è quindi bene non utilizzare se non ne si ha una ottima conoscenza. Come ogni veicolo di Potere, non ha una dualità di per sé, ma l’acquista nel momento in cui viene a contatto con l’essere umano.

Negli ultimi anni le Rune sono apparse anche in Italia soprattutto in forma divinatoria. Sostituiscono i Tarocchi o altre forme di mantiche. In questo modo si propone al consultante un sistema alternativo che desta senz’altro curiosità. In questi casi il valore delle Rune viene sminuito anche da chi le propone se non ci sono le conoscenze di base adatte. Ad ogni modo, esse vengono date all’uomo per Conoscere e per essere utilizzate ed è quindi giusto e addirittura auspicabile che sempre più persone si avvicinino a questo antico Sapere affinché possano utilizzarlo con il dovuto rispetto.



Si ringrazia Granamir per questo contributo.

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Le rune: Uruz

Data: 14/07 – 29/07
Ora:13:30 – 14:29
Divinità: Tyr, Uro (bue leggendario)
Pietra: Rubino o Carbuncolo
Albero: Betulla
Fiore: Nasturzio odoroso
Numero: 2, materia spirituale
Elementi: Terra
Parola chiave: Potenza e autodisciplina

Come talismano:

Può essere utilizzata per avere grinta, volontà ed autocontrollo. Spesso viene utilizzata per sentirsi rinvigoriti e ringiovaniti, ma ancoe più frequente è l’uso che se ne fa per aumentare il proprio coraggio o per ottenere la forza necessaria a vincere qualsiasi tipo di problema.

Le persone dominate dall’influsso di Uru ha una visione di un mondo grezzo ed informe di cui inevitabilmente non può che sentirsi intrigato. Queste persone hanno una particolare predisposizione per la trasformazione in genere, o meglio per la raffinazione di ciò che di grezzo li circonda. A modo loro sono dei plasmatori dell’universo, forza grezza che necessita di essere indirizzata verso un più promettente obbiettivo. Di fronte alla potenza dei nati sotto questo influsso molti si sentono in imbarazzo, altri non possono che ubbidirgli . Queste persone credono fermamente nella collaborazione tra individui, poiché il potere vine dall’insieme e non dall’uno, e spesso non è incline ad intraprendere una qualsiasi impresa senza l’ausilio di validi collaboratori.


Uru corrisponde alla seconda runa del primo Aett. Essa rappresenta la grande potenza che muove l’universo, la parte grezza ed invisibile, nonché primitiva, che funge da motore per tutto ciò che appare splendido e raffinato ai nostri occhi. La forza di Uro rappresenta un potere troppo grande per il singolo, che inevitabilmente ne viene schiacciato. AL contrario questa forza deve essere condivisa e ben amministrata per permettere alla collettività di combattere qualsiasi forma di tirannia o sopruso. La runa è simbolo di potere primitivo ed incontrollabile, e del pericolo che proprio dalla perdita di questo controllo può derivare. Secondo alcune leggende nordiche, Uru rappresenta spazio esistente tra il ghiaccio ed il fuoco cosmico, dove viene preservato il potere dell’essenza. La sua energia sgorga come una fontana dal centro del cosmo, e la runa indica la trasformazione dell’energia in forza utile ai nostri scopi.


Diritta:

La persona in questione subirà importanti processi di cambiamento, sia psichici che fisici. Non importa quali siano gli ostacoli frapposti fra il consultante e la mata, poiché esso sarà in grado di raccogliere tutte le energie di cui dispone e di superarli senza troppe difficoltà. Qualsiasi tipo di attività non potrà che fruttare al meglio, ma solo a patto che il consultante non perda la fiducia in se stesso. Può indicare una migliore posizione lavorativa, o la realizzazione in una situazione di cambiamento. La runa è indice di forza e di buona salute, e può inoltre mettere in guardia il consultate da una sfida che apporterà grandi cambiamenti nella sua vita.


Capovolta:

La runa che compare capovolta indica un fallimento per colpa del consultante, che a preso il problema troppo alla leggera, o per mancanze di energie da indirizzare verso la risoluzione del problema in esame. A meno che il consultante non sia molto svelto nell’agire le buone occasioni che gli si sono presentate verranno perse e la causa di questo e la mancanza di coraggio e di fiducia in se stessi. In alcuni casi la runa indica un cambiamento a causa di una malattia. Principalmente la runa suggerisce, soprattutto se compare con Rit, Ehwaz o Laguz, di lascia perdere qualsiasi progetto, e di non essere troppo intraprendenti poiché affrontare la situazione in questo momento richiede una quantità di energia che non possedete.


:: Il bue selvatico è feroce, con le corna in alto, un combattente coraggioso che calpesta la brughiera, onnipotente ::


Si ringrazia Granamir per questo contributo.

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Rune: Thurisaz

Data:  30/07 – 13/08
Ora: 14:30 – 15/29
Divinità: Thor
Pietra: Zaffiro
Albero: Biancospino
Fiore: Monete del papa
Numero:  3, energia racchiusa
Elementi: Fuoco
Parola chiave: Spina, protezio



Come talismano:

Questa runa è utilizzata spesso come talismano di protezione, non soltanto nelle difficoltà, ma anche come semplice portafortuna per la casa e coloro che la abitano. La runa stimola all’azione e può essere usata per superare le proprie paure. Vista la sua duplice azione (difensiva – offensiva) la runa viene oltremodo utilizzata con lo scopo di abbattere un pericolo specifico.

Le persone nate sotto l’influsso di Thurisaz, sono considerati degli assi della recitazione, abili oratori e commercianti. La loro più grande dote sembra essere la diplomazia, aiutata sicuramente dalla loro grande astuzia. Diplomatico non vuol dire però onesto, infatti la persona in questione è spesso pronto a giocare basso per ottenere ciò che vuole, e a quanto pare risulta essere un abile giocatore. Pur non disdegnando il matrimonio, preferisce alla liberta alle costrizioni, di qualunque tipo esse siano, forse perché la sua vita e sempre ricca di cambiamenti. Le persone Thurisaz sono estremamente fortunate al gioco.

Thurisaz, o Dorn è la terza runa del primo Aett. Questa runa rispecchia numerosi aspetti della triplicità. Orientata verso destra la sua azione risulta attiva, appartenente alla sfera del conscio, quando invece appare verso sinistra la sua azione è inconscia o passiva. Nella tradizione del paganesimo la runa è associata ai tre stadi dell’essere, animale, vegetale e minerale. Il suo significato magico è quello di protezione, ed il potere di questa runa è quello di rispedire al mittente le energie negative. La runa è oltremodo considerata fonte di rigenerazione. La divinità dominatrice di questa runa e Thor, è sembra sia il simbolo del suo possente maglio. Come già detto in precedenza la sua azione è sia positiva che negativa e può essere sfruttata in entrambi i modi, la cosa importante è trasformare l’energia incoscia della runa in energia conscia o forza di volontà. Se ben utilizzata la runa può avere effetti devastanti. A Thurisaz viene anche associato il demone del ghiaccio mangiatore di carne umana.


Diritta:

La runa è simbolo di fortuna inaspettata, di protezione e favore da parte della divinità, soprattutto in ciò che ci accingiamo a operare. Se associata alle seguenti rune: Yr, Eoh, Ehwaz, indica una grande svolta dettata dal destino, l’arrivi di buone notizie ma anche la necessita di fare scelte che avranno un risvolto a lungo termine. La runa può suggerire che una strada intrapresa non è degna della nostra attenzione, ed essa indicandocela vuole proteggerci. In caso di problemi fate affidamento a persone capaci, che si intendono del mestiere, come, un medico, un avvocato, un notaio, a seconda della situazione in cui vi trovata.


Capovolta:

La runa può indicare un blocco di energia creativa, che può significare una grande forza inconscia che blocca l’individuo in una direzione sbagliata. Può indicare la nostra testardaggine a non volere ascoltare il consiglio di qualcuno. Il significato principale rimane comunque quello del suo significato positivo, con la differenza che è leggermente alleggerito. Le forze che agiscono sono inconsce, a differenza nel suo significato negativo, in cui tutto era dettato dal conscio. Cambiate la direzione della vostra vita o il risultato potrebbe essere devastante.

:: La spina è pungente per tutti, fa male a prenderla in mano, è severa per coloro che vi riposano in mezzo ::


Si ringrazia Granamir per questo contributo.

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I tarocchi

Si ringrazia Fennyc-el (ora Noviluna) per il seguente contributo.

Gli arcani nella storia

Premetto che non credo la storia sia più importante di una favola, perché tramanda idee, azioni e motivazioni altrui pretendendo che siano esatte. I libri di storia che si studiano fra i banchi scolastici sono pieni di manipolazioni politiche a cui poco sono interessata. Tuttavia, riporto per completezza anche un po’ di storia dei tarocchi perché, a titolo di conoscenza personale, un cartomante deve sapere le sciocchezze di cui si riempiranno la bocca i “dotti”, per non essere preso di sorpresa.

Tutte le grandi civiltà del passato hanno fatto uso di tavolette simboliche per la divinazione: il domino, le carte indiane cinesi e arabe, le rune, i tarocchi, ecc. Eppure, ritrovare le origini dei tarocchi è impossibile. Molte però sono le ipotesi. La più accreditata ci viene tramandata da un teologo protestante francese, Antoine Court de Gobelin. Egli parla proprio dei tarocchi nel suo libro in due volumi dal titolo: “Le monde primitif, analysè et comparè avec le monde moderne” 1775-1784 dicendo che altro non erano che un antico testo filosofico egizio, cioè il Libro di Thoth, dove i 22 trionfi, anche detti arcani maggiori, rappresentavano i capi temporali e spirituali della società egizia, i principi dell’agricoltura, le virtù cardinali, gli aspetti della vita (morte, matrimonio, follia, ecc.).

Gli arcani minori rappresentavano, invece, le istituzioni: spade per la nobiltà e l’esercito, bastoni per l’agricoltura, coppe per la casta sacerdotale e denari per il commercio. Egli cercò delle prove alle sue teorie e, a proprio parere, ne trovò due:

  1. disse che i tarocchi erano basati sul n°7, sacro agli egiziani (14 carte per seme -7x2=14-, 21 trionfi -7x3=21-, il mazzo di 77+ il matto -7x11=77);
  2. disse che l’etimologia della parola “tarocchi” derivava da due termini egizi: tar “strada” e ros “re”, cioè “strada reale” ossia, visto che il faraone era dispensatore di vita, “strada della vita”.


La sua ipotesi fu molto seguita ma non possiamo dire con certezza che avesse ragione.

L’aspetto scientifico

Il nostro cervello emette 4 diversi tipi di onde elettriche di diversa frequenza, osservabili con l’elettroencefalogramma. Analizziamo 2 di questi 4 tipi: le onde beta (veglia) e le alfa (dormiveglia, ipnosi, meditazione, ecc.).

E’ sufficiente imparare a scendere il condizione alfa per ottenere una coscienza alterata adatta alla divinazione. Questo tipo di alterazione, infatti, ci consente di attingere all’inconscio collettivo, una sorta di memoria universale dove è contenuto tutto ciò che è, è stato e sarà, che comunica con noi attraverso simboli e archetipi uguali e riconoscibili da tutti gli esseri umani di qualunque tempo o luogo.

L'aspetto filosofico

Jung formulò una teoria chiamata sincronicità secondo cui cose o eventi simili tendono a convergere nello stesso spazio e tempo. L’idea gli venne a causa di un fatto strano accadutogli: passeggiava sulla riva di un lago il primo di aprile (pesce d’aprile), pensava a questo quando un pesce saltò fuori dall’acqua sotto i suoi occhi. Di lì a poco incontrò un vecchio amico, un tale di nome Pesce. I tre eventi gli parvero collegati in modo molto evidente, accaduti nello stesso luogo a distanza di pochi minuti tanto da fargli pensare che non fossero a fatto casuali.

Era il principio di sincronicità che aveva legato fatti apparentemente indipendenti per farli convergere in quel determinato luogo e spazio. Lo stesso principio nei tarocchi fa scegliere al consultante proprio quella lama e non un’altra, guarda caso, inerente l’argomento della domanda, e che evoca nel cartomante proprio la risposta giusta e non un’altra.

Tarocchi: Chi é il cartomante

Si ringrazia Fennyc-el (ora Noviluna) per il seguente contributo.

L’indovino/a non è un pagliaccio, non bisogna “vestirsi” da cartomante! Le doti devono risiedere all’interno e verranno fuori da sole: calma, gentilezza, pazienza, disponibilità ad ascoltare, atteggiamento sereno e naturale, concentrazione, ricettività, sensibilità, fiducia in sè e professionalità. Non dovrete limitarvi a leggere il futuro, dovrete consigliare, consolare, rimproverare qualche volta, con parole cortesi e attente, ma necessariamente distaccate! Dovete mantenere le “distanze” dai loro guai, mai lasciarsi coinvolgere emotivamente, perdereste l’obiettività necessaria ad una corretta interpretazione delle lame.

E’ per questo motivo che molti cartomanti non riescono a farsi le carte: immaginate di essere il un labirinto (i problemi), la via d’uscita non è visibile, bisogna che facciate vari tentativi prima di trovarla (cioè non siete sufficientemente distaccati per poter interpretare correttamente i messaggi degli arcani, mancate quindi di obiettività) immaginate ora di non essere più agitati, diventate leggeri leggeri e vi elevate al di sopra di ogni problema per guardare sotto il labirinto: come in un quadro generale, vedrete tutte le vie d’uscita!

Chiunque può diventare cartomante, perché in tutti ci sono i presupposti di sensibilità, anche se allo stato latente. L’importante è potenziare con esercizi i poteri che già abbiamo dentro di noi. Il seguente esercizio vi aiuterà a scendere in “coscienza alfa” ogni volta che lo si desidera. Questo tipo di alterazione, infatti, ci consente di attingere all’inconscio collettivo, una sorta di memoria universale dove è contenuto tutto ciò che è, è stato e sarà, che comunica con noi attraverso simboli e archetipi uguali e riconoscibili da tutti gli esseri umani di qualunque tempo o luogo.

Tarocchi: Esercizio di respirazione diaframmatica

Si ringrazia Fennyc-el (ora Noviluna) per il seguente contributo.

Occorrente: sedia, tavolo, sveglia.

Sedetevi in posizione comoda davanti ad un piano di lavoro come se stesse cominciando una lettura.
Poggiate i palmi delle mani sul tavolo senza irrigidire le braccia. Rilassatevi. Regolate la sveglia perché suoni dopo 5’ e cominciate ad occhi chiusi la respirazione diaframmatica in 4 tempi e trattenetela per 2 tempi.

Respirazione diaframmatica:

La respirazione è un atto involontario necessario. Quella che eseguiamo involontariamente (per es. quando dormiamo) è diaframmatica: riempiamo completamente i polmoni, gonfiando la parte inferiore invece di quella superiore, allontanando il diaframma, una membrana che si trova nell’addome subito sotto i polmoni.

Per essere sicuri di usare il diaframma basta pensare di avere un palloncino sgonfio proprio all’interno dell’ombelico, immaginate di gonfiarlo facendo entrare l’aria nella pancia. Quando questa sporgerà in avanti avrete gonfiato il palloncino. Per eseguire correttamente l’esercizio di sopra, inspirate lentamente e profondamente contando mentalmente fino a 4 (dovrete gonfiare il palloncino), tenete l’aria e il palloncino gonfio contando mentalmente fino a 2, espirate lentamente contando mentalmente fino a 4. Fatelo per 5 minuti.

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Tarocchi: L'ambiente del consulto

Si ringrazia Fennyc-el (ora Noviluna) per il seguente contributo.

Se l’ambiente mette a proprio agio sia il consultante, sia il cartomante, è perfetto. Qui di seguito vi dò alcuni accorgimenti che vi potranno servire da esempio per creare il vostro angolino divinatorio: un ambiente tranquillo è auspicabile, luci non troppo forti, suoni attutiti (melodie meditative), aria fresca e pulita (finestra aperta in inverno oppure in un terrazzino o un giardino d’estate), pareti color pastello (preferibilmente bianco, verdino o celeste), mobilio in legno (sedie comode, tavolo quadrato, tondo oppure rettangolare).

Tarocchi: Il tempo giusto per la divinazione

Si ringrazia Fennyc-el (ora Noviluna) per il seguente contributo.

Siccome l’esito del consulto dipende esclusivamente da cartomante e consultante, il “quando” va scelto nel momento in cui entrambi si sentono al meglio. Molte sono le tradizioni, che preferiscono alcuni giorni e ne scartano altri, ma sono credenze che derivano da religioni che non ci riguardano, perciò non ve le scrivo nemmeno. Tutte le tradizioni, però, non esclusa la Wicca, sono concordi che l’influenza delle fasi lunari è molto incisiva sull’emotività di cartomante e consultante, e,quindi, va tenuta in considerazione.

Il plenilunio, infatti, è il momento di massima espansione dell’emotività, delle energie sottili, della sensitività e della medianità; allo stesso tempo, il novilunio per noi wiccan è il momento della riflessione e della divinazione.

Questi, insieme ai giorni di solstizio ed equinozio, risultano essere i giorni più favorevoli. Ricordatevi, comunque, che “chi troppo consulta, nulla prevede!” L’abuso della cartomanzia da parte di un consultante confonde più che rassicurare. Vi faccio un esempio figurato per spiegarmi: immaginate di essere una pedina su una carta stradale, è buio e avete in mano una candela accesa che vi permette di vedere solo pochi cm di cartina attorno a voi; vedrete le strade che sono vicine, i paesi limitrofi, ma non scorgerete altro, né saprete dove vi porterà una strada o l’altra; la cartomanzia è come una torcia luminosissima che vi permette di ampliare il vostro campo visivo, niente di più: non vi dice quale strada prenderete sicuramente, vi fa solo guardare con più chiarezza dove state andando, così VOI potrete decidere se quella strada vi piace o se invece volete cambiarla. Quindi, ripetere più volte la stessa domanda non serve, le cose che la cartomanzia “vede” non succederanno per forza, voi potete cambiare gli eventi che volete evitare, o potrete proseguire nelle direzioni che trovate giuste. Se le cose non sono cambiate dall’ultimo consulto, quindi, le carte diranno le stesse cose. Di solito un consulto ha validità entro 6 mesi dalla lettura, ma questo periodo può essere variabile, come avrete certamente già capito.

Scrying

Si ringrazia Baubo per il seguente contributo.

Istruzioni per sviluppare la capacità di scrying su mezzi scuri come specchi neri,sfere di ossidiana,acqua ecc.

Lo scrying, o "scrutare" in una sfera o in un oggetto come uno specchio o una ciotola d'acqua è una tecnica di divinazione antichissima. E' considerata una tecnica avanzata perchè non utilizza un alfabeto di simboli finiti come i tarocchi o le rune. Si basa infatti sulle immagini che appaiono sulla nostra retina. Se ci si accosta a questa pratica nel giusto stato queste figure possono essere anche molto complesse, assumendo le caratteristiche di un vero e proprio sogno, in alcuni casi completo di sensazioni uditive, olfattive, tattili.


Il mezzo scuro


L'oscurità dell'ambiente circostante migliora la qualità delle immagini per lo stesso motivo per cui si fa buio in una stanza prima di una proiezione. Per questo molti preferiscono l'uso di oggetti scuri come un pezzo di ossidiana, uno specchio nero (un pezzo di vetro dipinto di nero su di un lato) o una ciotola d'acqua nella quale sia stato disciolto dell'inchiostro scuro.

Il mezzo fisico in realtà non è che un modo per focalizzare l'attenzione. Questo tipo di divinazione può essere compiuto anche nella penombra, senza l'ausilio di specchi o sfere. Una scarsa luminosità dell'ambiente è comunque utile per entrare nel giusto stato di coscienza che somiglia ad una sorta di dormiveglia.



Che tipo di immagini?


Per riuscire a riconoscere lo stato di coscienza adatto è necessario sapere che tipo di sensazione visiva stiamo cercando per poterla riconoscere quando si presenterà.

Le immagini che si formeranno sono visibili con gli occhi fisici, non vengono visualizzate con l'occhio della mente.

All\'inizio consiglio di dedicarsi all'esperimento nelle ore serali o ancora meglio notturne.I n questo periodo del giorno la mente cosciente si riposa, il corpo stanco si rilassa, gli stimoli esterni si riducono e ci sarà più facile trovare la situazione ideale.

Trovate un luogo tranquillo e silenzioso. Può trattarsi semplicemente del vostro letto anche se sconsiglio di restare sdraiati.Il rischio di addormentarsi è maggiore.

Nell'oscurità più completa, con gli occhi chiusi cercate di rilassarvi, con la tecnica con la quale vi trovate meglio. Se effettuate questo esercizio nel cuore della notte (avendo puntato la sveglia alle 3 di notte ad esempio) questo passo può essere saltato perchè con grande probabilità vi troverete già in uno stato di rilassamento più che sufficiente.

Quando siete rilassati stropicciatevi gli occhi, come fareste normalmente,passando le dita sulle palpebre. Il vostro buio peraltro relativo, si tingerà di onde, di colori, di forme dall'aspetto geometrico o floreale. Questa sensazione visiva probabilmente non vi è affatto nuova. Tenete presente che le immagini che stiamo cercando avranno questa luminosità e le vedrete così come vedete queste forme colorate.


Dalle immagini alle visioni


Osservate le geometrie che vedete, i colori, le forme. Vi ricordano qualcosa? Si muovono? In che direzione? Cosa sembrano? Osservate come mutano di continuo. Cercate di compiere questa osservazione nel modo più passivo possibile. Non cercate a tutti i costi di vedere qualcosa. Non bisogna "concentrarsi" nè sforzarsi. Sarebbe come stringere una spugna rendendola incapace di assorbire. Osservate le immagini come un caleidoscopio e lasciate che si formino senza forzarle.

Ad un certo punto vedrete nel mezzo del vostro carnevale di figure qualche oggetto riconoscibile. Potrà essere una figura umana, un animale, un oggetto di uso comune, non ha importanza. Quando appare giocateci. Scoprirete che potete girarlo, muoverlo, vederlo da più parti. Per far questo vi basterà pensarlo. Agite come se l'oggetto fosse una vostra visualizzazione.

In questo stadio scoprirete che è facile modificare le figure che vi appaiono. Ma con un po' di pratica riuscirete altrettanto facilmente a crearne di nuove. Se visualizzarete ad esempio un cerchio questo diverrà perfettamente visibile. Cominciate con figure semplici e cercate di evitare il più possibile uno sforzo mentale. Non pensate in termini verbali a quello che deve apparire cercate piuttosto di disegnarlo con gli occhi. Questa tecnica non differisce dalla normale visualizzazione.

Con l'abitudine vi sarà possibile vedere nel buio qualsiasi cosa desideriate. Ma lo scrying è un passo oltre.


Visioni nitide


Ora che abbiamo un'idea del tipo di immagini, dobbiamo permettere alla nostra mente di rilassarsi sensa tuttavia cadere addormentati completamente. A partire dallo stato raggiunto nell'esercizio precedente dobbiamo recuperare la visione aperta e passiva e osservare le immagini spontanee che appaiono.

Formulate la domanda ma ancora una volta non sforzatevi. Fatta la richiesta ritornate ad uno stato passivo e sgombrate la mente. Dopo qualche minuto se assecondate le immagini evitando di pensare, vi appariranno scene ancora più nitide. Generalmete queste ultime sono più luminose, praticamente "fotografiche" e a tutto campo. Possono essere accompagnate da suoni o altre sensazioni fisiche.

Di solito il campo visivo si fa prima movimentato da onde scure che successivamente si dissipano come la schiuma in un bicchiere lasciando il posto alla visione nitida e vasta. Non riesco a spiegare meglio di così questa esperienza ma la riconoscerete di sicuro. La prima volta che succede di solito si sobbalza per lo stupore e la si perde. Ma se mantenete il rilassamento ritornerà velocemente.

Spesso queste prime visioni non sono molto significative dal punto di vista del contenuto. Ricordo che la prima volta che ne ottenni una mi apparve il faccione di un personaggio televisivo!Ma se l'intenzione è focalizzata non mancheranno immagini e suggerimenti più edificanti.


Doti essenziali


Se dovessi sintetizzare le qualità necessarie per ottenere buone immagini direi:

1. Rilassamento: Un vero rilassamento e una quiete mentale. Spesso non ci rendiamo conto di quanto continuiamo ad essere tesi e pieni di pensieri anche quando stiamo meditando. Un atteggiamento aperto e passivo è essenziale per raccogliere immagini.
2. Sensi acuti: cercate di prestare attenzione alle cose che vedete durante tutto l'arco del giorno. Lasciatevi colpire dalle forme e dai colori, dalle ombre e dalle luci in modo "impressionistico". Spesso quello che vediamo è filtrato da quello che sappiamo. Il nostro cervello ci suggerisce anche quello che non percepiamo fisicamente. Se vediamo una coda pelosa muoversi dietro ad un mobile diciamo "lì c'è il gatto". In realtà lì c'è una coda. Non vediamo nulla di più ma sappiamo che dietro al mobile c'è il resto dell'animale. Proviamo a lasciare da parte queste informazioni aggiuntive quando cerchiamo una visione.




Scorciatoie per disperati


Non amo le scorciatoie, ma in questo caso ecco un paio di "trucchi" che aiuteranno coloro che faticano ad ottenere il giusto tipo di visione.

Avete mai passato molto tempo a giocare con un videogioco (magari uno di quelli con i blocchetti che piovono dall'altro e che dovete sistemare). Dopo ore di rapimento sarà facile che chiudendo gli occhi continuiate a vedere quei dannati locchetti che cadono dall'alto.

Dopo una mattinata a sciare o a pattinare, seduti ad un tavolo potete sentire le vostre gambe che continuano a "sciare".

E ancora: se osservate a lungo l'acqua che scende in una cascata,quando spostate lo sguardo gli oggetti fermi circostanti vi sembreranno in movimento verso l'alto. Per non parlare di quando dopo un concerto ad alto volume le orecchie ronzano sì, ma sembrano risuonarci tutte le canzoni a richiesta.

Un forte stimolo visivo può mettere in moto il meccanismo che staimo inseguendo. Chi ha provato l'esperienza del videogioco sa che i blocchetti che vede sono spostabili con facilità, basta pensarlo.

Fissate la fiamma di una candela cercando di non chiudere gli occhi. In breve tempo il vostro campo visivo cambierà completamente come se qualcuno avesse alzato bruscamente il contrasto. Se resistete in questo stato avrete molto materiale visivo su cui "lavorare" con la visualizzazione. Anche l'immagine residua che la fiamma lascia sulla vostra retina può essere un buon punto di partenza. Provate ad occhi chiusi a modificarne colore e forma.


Conclusioni


La capacità di vedere con questo tipo di vista è comune a tutti, basta sperimentarla ed esercitarla. Non conosco nessuno che non ci riesca. L'approccio che ho adottato ancora una volta è molto pratico perchè detesto le descrizioni spesso volutamente nebulose di alcune pratiche che si vogliono far passare per elitarie. Lo scrying è alla portata di tutti ed molto più di un trucchetto visivo. Può diventare un'esperienza davvero significativa.

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