ROMANZI
ANCORA NOI (2003)
Da che possa ricordare Mandi ha amato Danilo, compagno d'infanzia, di giochi e di emozioni adolescenziali mai dimenticate. Ma Danilo è uno spirito libero e ribelle e i loro cammini sembrano prendere direzioni diverse.
In un susseguirsi di incontri e addii, tra la Brianza e la Cornovaglia, Milano e le colline toscane, continua una storia d'amore che porta ad inaspettate conclusioni e si delinea il ritratto di una donna come tante che cresce, impara, soffre e ama.
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Continuai a girare per il magazzino, facendo passare con lo sguardo i dipinti sulle pareti e mi soffermai ad osservare una serie di studi dove Danilo aveva fermato l'attimo in cui alcuni oggetti fragili si sfracellavano, andando in mille pezzi. Schegge di vetro rimbalzavano nell'aria, libere per un istante, prima di ricadere vittime della gravità.
Mi sembrarono così veri, in quel momento.
Sarei dovuta tornare con i piedi per terra? Quanto mi sarebbe stato dato ancora per sperare?
Mi sentii anch'io una scheggia sfuggita ai frantumi di un sogno.
Se solo qualcuno avesse potuto tenermi sospesa in aria, come nei dipinti!
La maggior parte dei lavori di Danilo erano astratti e anche quando gli oggetti rappresentati erano riconoscibili, venivano inseriti in contesti irreali o sovrapposti tra loro con prospettive stravolte e combinazioni ardite.
Fui quindi sorpresa nel trovarmi davanti ad una piccola tela, raffigurante un semplice paesaggio: la grande spiaggia di Perranporth, con le sue pozze e le alghe scure, la linea blu cobalto del mare all'orizzonte e un cielo terso attraversato da gabbiani. Sulla spiaggia deserta si muoveva, in lontananza, una figura umana che pareva camminare assorta, quasi un puntino perso in quella vastità.
- Saresti tu, quello? - chiesi.
Danilo mi si avvicinò.
- Certo - rispose lui - Ma sei anche tu... e chiunque si fermi a guardare il dipinto, come in uno specchio.[...]
Chi era la figura nel quadro? Ero io? O era Danilo? Comunque fosse, era una persona rimasta sola.
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AMICI COME PRIMA (2002)
Un gruppo di amici trentenni, la cui conoscenza reciproca risale agli anni universitari, nel loro frequentarsi sviluppano una serie di dinamiche, tra le quali il lettore non stenterà a riconoscere situazioni a lui familiari: l'amore coniugale e quello extraconiugale, il single aggrappato ad un ricordo e la donna fatale inappagata dalle sue relazioni, la coppia anticonformista che si scontra con la propria infertilità.
In un continuo susseguirsi di intrecci, il pathos dei quali giunge fino al drammatico, i personaggi ripercorreranno le loro storie personali, chiave per interpretare il presente e fondare il futuro. I rapporti si ricongiungeranno grazie alla scelta consapevole di ciascuno e alla reciproca promessa, filo rosso di tutto il romanzo, di tornare ad essere "amici come prima". (Natascia Pane)
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«Federico aspirò di nuovo la sigaretta, fissando l'orizzonte di tetti e antenne.
Il fatto era che lui l'aveva già trovata la donna giusta.
Da dieci anni.
E per dieci anni l'aveva amata da lontano, in silenzio.
Non aveva potuto fare diversamente.
Perché lei amava un altro. Se l'era sposato e ci aveva fatto una figlia.
Poco importava che lui l'avesse avuta per primo: alla fine era stato Claudio a vincere.
E lui e Laura... beh, erano storia e "amici come prima". Punto.
Non è così che ci si comporta da persone moderne e civili?
Non era nemmeno riuscito a portare rancore a Claudio.
Uno dei suoi migliori amici... Laura aveva fatto la sua scelta da sola: le persone non sono oggetti che si possano sottrarre senza il loro consenso.
Non restava che metterci una pietra sopra, dimenticare e continuare.
Federico aveva provato a dimenticarla e a continuare; non era certo stato un frate trappista, ma non c'era niente da fare: le sue storie con altre donne finivano sempre col lasciarlo freddo e indifferente, dopo che l'entusiasmo iniziale si era spento.
In un angolo della sua mente il ricordo di Laura era sempre in agguato, pronto ad assalirlo, rendendo tutto il resto vacuo e senza importanza.
Così negli ultimi tempi aveva smesso di combattere quel sentimento che si portava dentro da quando lei lo aveva lasciato per Claudio, un'estate di molti anni prima. Tanto era una battaglia persa in partenza.
Preferiva stare così, solo, che buttarsi in un'altra avventura inconcludente, senza senso e senza futuro, anche se era patetico e ridicolo.»
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